14 novembre 2011

This must be the place

This must be the place - Sean Penn - poster/locandina
Cheyenne è una rockstar ritiratasi dalle scene oramai da un ventennio, che si trucca come Robert Smith dei Cure, parla con una vocina alla Michael Jackson e, a causa dell'abuso di alcool e cocaina fatto in gioventù, ha le movenze dinoccolate di Ozzy Osbourne.

Questo strampalato cinquantenne, sull'orlo della depressione e tormentato dal rimorso di essere stato in qualche modo la causa della morte di due giovani fans passa le sue giornate nella solitudine della sua grande villa in Irlanda, accudito dalla moglie Jane (un vigile del fuoco), frequentando unicamente il suo alquanto ripugnante agente di borsa e Mary (una ragazzina con una difficile situazione familiare), le cose però sono destinate a cambiare a causa della malattia del padre, che non vede da almeno trent'anni...



Paolo Sorrentino (Il divo, Le conseguenze dell'amore, L'amico di famiglia) mette tutto sulle spalle di Sean Penn,  un attore certo estremamente dotato, ma che non può - assieme al resto dell'ottimo cast - risollevare le sorti di una pellicola zoppicante, cariata da un ritmo incerto e appesantita da inutili, seppur bellissime, digressioni, inquadrature & stranezze.

Il protagonista non può mancare di suscitare simpatia nello spettatore, vuoi perchè è rimasto fondamentalmente un umile, vuoi perchè - malgrado la cocaina gli abbia in parte bruciato il cervello - rimane sensibile e gentile, sempre cosciente riguardo alla sua situazione, e al modo di porsi nei suoi confronti tenuto dalle altre persone. Pieno di fobie, agisce a volte in maniera infantile, protetto da una maschera fatta di rossetto, fondotinta e acconciatura simil-punk che lo fa assomigliare a una patetica caricatura del sè stesso dei tempi andati, riuscendo in ogni caso a cogliere una visione d'insieme di questa o quella problematica in modo molto più conciso e profondo rispetto alla maggior parte delle persone "normali".

This must be the place

Insolito road-movie, nel quale una stella della musica, oramai definitivamente tramontata, si vede costretta a diventare sua malgrado un solitario cacciatore di nazisti (nel caso specifico dell'aguzzino del padre), mette sul fuoco una miriade di temi (solitudine, tempo che passa, rapporto padre-figlio, vendetta, crescita interiore, accettazione, perdono, superamento delle proprie paure, amicizia, fiducia), senza però approfondirne nessuna in maniera sostanziale. Forse perchè in questa storia fuori dai soliti schemi tutto è legato e i "temi" non costituiscono altro che "pezzi" del percorso, il vero viaggio del protagonista.

Giudicare This must be the place non è semplice: lo potremmo definire un toccante e divertente film noioso... Sean Penn è un grande nell'interpretare un derelitto (perchè è così che Cheyenne si considera, in fondo) che cerca di fare il padre/cupido prima e il detective poi, ponendosi come non facile obiettivo quello di scovare un nazista a cui suo padre aveva dato inutilmente la caccia per tutta la vita. Il monologo che tiene di fronte al "collega" ed ex leader dei Talking Heads dovrebbe far meditare un sacco di gente che infesta oggigiorno il mondo dello spettacolo, e fornisce la prova che dietro a tutto quel cerone c'è un uomo con una coscienza tormentata, e già solo per questo, da rispettare.

This must be the place - Cheyenne

Il cast: oltre all'ottimo Sean Penn troviamo anche i bravi Frances McDormand (Jane), Eve Hewson (Mary) e Judd Hirsch (Mordecai Midler).

Fotografia: sempre nitidissima, con immagini ricche di particolari in tutte le situazioni di luce e alcune piccole prodezze. Un plauso a Luca Bigazzi.

La piacevole colonna sonora è stata realizzata da David Byrne dei Talking Heads (che compare anche in un cameo) con la collaborazione di Will Oldham, ed include brani di Iggy Pop, Jonsi & Alex  e altri artisti. La canzone This must be the place, che dà il titolo al film, è proposta in tre diverse varianti.

This must be the place - Sean Penn e Frances McDormand

Le frasi:
  • "...passiamo senza neanche farci caso dall'età in cui si dice un giorno farò cosi... all'età in cui si dice è andata così..."
  • "La paura è importante per aiutarti a prendere decisioni, ma almeno una volta nella vita bisogna non aver paura"
  • "La mia attuale occupazione? Sto cercando di far mettere insieme una ragazza triste con un ragazzo triste, ma forse tristezza e tristezza non sono compatibili"
Giudizio globale:voto AT discreto

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